La Manali-Leh è un esperienza da interpretare con calma contemplativa, dimenticandosi di pianificare le tappe.The Manali-Leh is an experience that should be performed with a contemplative calm, forgetting to plan the stops.
Il Ladakh ti entra dentro lentamente attraverso i sensi, coi suoi colori perfetti e i suoi silenzi totali. Ma è la sua staticità innaturale che ti ipnotizza e ti incanta… Il tempo scompare e resta la pace, e riesci a sentire la vita dentro di te, così netta e definita come non l’hai sentita mai. Indimenticabile.
Ma, ovviamente, bisogna sapersi lasciar andare…Ladakh slowly penetrates inside you through senses, with its perfect colors and its total silence. But it’s its unnatural stillness that hypnotizes and enchants… Time disappears and only peace is left, and you are able to feel the life inside you, so neat and defined like you have never felt it. Unforgettable.
But obviously you need to be able to let yourself go…
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Manali – Leh [GIORNO #1][DAY #1]
La maggior parte percorrono la Manali-Leh in 20h non-stop a bordo di un Contract Carriage 4×4. Questa è l’ipotesi peggiore. Ne ho visto davvero tanti: alcuni guardavano il Ladakh con la bocca aperta e le mani sul finestrino, come pesci imprigionati in un acquario. Ma la maggior parte… bhè, loro dormivano.Most of the people do the Manali-Leh in 20 hours non-stop riding on a Contract Carriage 4×4. This is the worst option. I saw many of them: some were looking at Ladakh with their mouth wide open and their hands on the windows, like fishes in their aquarium. But the rest of them…. well, they were sleeping.
Altri affittano una Royal Enfield, gloria motociclistica indiana, e partono in missione, chi in gruppi organizzati chi no, pianificando la marcia con rigore militare: poche soste, tante ore di guida, giorni di viaggio minimizzati, pernottamenti e pasti prenotati… Capite? Come se l’obiettivo fosse davvero arrivare a Leh!Others rent a Royal Enfield, Indian motorcyclist glory, they go on a mission, some in tours, some alone, they plan the march with military rigor… Can you imagine? Like if reaching Leh was the goal for real! Few stops, long driving hours, little time to get lost, accomodation and food already booked.
Come dicevo: bisogna sapersi lasciar andare…Like I was saying, you need to be able to let yourself go…
Do un ultimo sguardo al Transalp mentre si scalda il motore. Filtro dell’aria pulito e oliato quel tanto che basta, due taniche da 5l per il carburante extra. Bagaglio leggero, tenda, fornello, riso, formaggio di yak. E tempo: “fino a che l’inverno non blocca le strade”. L’acqua, quella la troveremo lungo la via.I give a last glance to the Transalp while the engine is warming up. Air filter is cleaned and slightly oiled, two 5l tanks for the extra fuel, light baggage, tent, stove, rice, yak cheese. And time: “until the moment when winter will block the roads”. Water will be found along the way.
Pregusto il piacere di questa rotta da mesi… “World highest motorrable road”! Porterò la moto ad altezze da aeroplano, attraverso 500km di polveroso deserto e innevato Himalaya. Partiamo una classica mattina di fine monsone: il cielo è grigio e tu sei bagnato, anche se non piove. Il menù di oggi prevede il Rohtang Pass (3978m), a detta di tutti il piatto forte: abbiamo visto foto di bikers locali sommersi nel fango fino a metà ruota…I’m looking forward for this road since months…“World highest motorrable road”! I will ride the motorbike at airplane’s heights, across 500km of dusty desert and snow covered Himalaya. We set off on a typical end-of-the-monsoon day: the sky is gray and you are all wet, even if it’s not raining. On today’s menu there is the Rohtang Pass (3978m), according to everybody’s opinion, the meaty bit: we have seen pictures of local bikers sinking in the mud as high as half of the tire…
Il Rohtang Pass si rivela in effetti un disastro totale. Inizia piacevole: strada buona, vegetazione fitta e rigogliosa, qualche spruzzo di pioggia, qualche frana. Ma arrivati all’altezza delle nuvole – nella nebbia – le frane aumentano nelle mille declinazioni locali (“landslide”, “mudslide”, “rockslide”) e così i mezzi pesanti al lavoro. La strada è stretta e a picco, i camion si incastrano, le ruspe, gli operai, la capre, e fiumi – dico – fiumi di fango melmoso vengono giù da tutte le parti.The Rothang Pass actually turns out to be a total disaster. It starts nicely: good road, thick and lush vegetation, few drops of rain and some landslides. But when we reach the height of the clouds – in the fog – the number of landslides increases in all the local declinations (“landslide”, “mudslide”, “rockslide”) and together with them increases also the number of heavy machines at work. The road is narrow and sheer, the trucks get stuck, bulldozer, workers, goats and rivers – I’m saying – rivers of slimy mud come down from everywhere.
E’ quello di una consistenza appiccicosa, che ti zavorra gli stivali e intasa le gomme. A tratti la ruota letteralmente scompare, e quello che fai è di stare nella scia del camion che ti precede, che con le sue larghe gomme apre un varco, incredibilmente lento a richiudersi. E attorno a te solo la nebbia.
E io con le mie Metzeler Tourance arrivate fin qui dalla lontana (e asfaltata) Europa…It’s the one with a sticky consistency, that weights your boots down and plugs the tires. In some parts the wheel literally disappears, and what you do is to stay in the trace of the truck in front of you, that with its wide tires open a wound, that slowly heals. And around you only fog.
And I, with my Metzeler Tourance that came all the way from the far (and paved) Europe…
A passo d’uomo continui lentamente ad arrampicarti, a un tratto la strada migliora, una svolta a sinistra oltre una cresta della montagna avvolta nella nebbia e… la magia! Le nuvole, la pioggia, il fango… persino il traffico scompare. E ti ritrovi in cima a 4000m, alla stessa altezza di un cielo limpido e azzurro, mentre la vallata sotto di te sfuma dal verde dell’erba sotto ai tuoi piedi, al rosa polveroso e immobile all’orizzonte. Le nuvole si sono arrese più giù, ecco come inizia un deserto.
E allora scendiamo, le gomme rotolano finalmente libere su di un antico ricordo di asfalto. Per la cronaca noi a questo punto svoltiamo a destra, una deviazione di una settimana verso Kaza e la Spiti Valley, ma per continuità narrativa io qui invece tiro dritto verso Leh.At snail peace you keep on climbing, at one point the road gets better, a left turn over the ridge of the mountain enveloped in fog and…magic! The clouds, the rain, the mud… even the traffic disappears. And you find yourself on the Rohtang Top above 13000ft, at the same height of a clear blue sky, while the valley under you fades from the green of the grass under your feet to the dusty and steady pink of the horizon. Clouds gave up few kilometers more down, this is how a desert starts.
So we go down, finally the wheels roll freely on an ancient memory of tarmac. For the record, we now turn right, one week detour towards Kaza and the Spiti Valley, but for the narrative continuity we here go straight to Leh.
Nella valle gli ultimi villaggi e l’ultimo distributore prima del grande gap: 365km ci separano da Leh; con lo stomaco e le taniche piene ripartiamo. Circa qui incontriamo i nostri primi overlanders, sono una coppia di tedeschi tutto BMW e Touratech. Stesso approccio, ma diverso stile. Agata un po’ si vergogna… : )
A fondo valle, nei pressi di Jispa, mettiamo la tenda nel greto di un fiume.In the valley we find the last villages and the last petrol pump before the big gap: 365km separates us from Leh. With stomach and tanks full we set off. Here we meet our first overlanders, a German couple all BMW and Touratech. Same approach, different style. Agata feels a bit ashamed… : )
At the bottom of the valley, close to Jispa, we set the camp in the bed of a river.
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