{"id":34,"date":"2017-03-22T13:41:44","date_gmt":"2017-03-22T13:41:44","guid":{"rendered":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/?p=34"},"modified":"2017-03-22T13:41:44","modified_gmt":"2017-03-22T13:41:44","slug":"il-nostro-primo-viaggio-sardegna-e-corsica-2014","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/il-nostro-primo-viaggio-sardegna-e-corsica-2014\/","title":{"rendered":"Il nostro primo viaggio : SARDEGNA e CORSICA 2014"},"content":{"rendered":"<p>Io e Cassandra ci siamo conosciuti nell\u2019estate del 2013,quindi le nostre prime vere ferie assieme sono arrivate l\u2019anno dopo. In tutto questo tempo nella nostra vita \u00e8 entrato il primo tandem, un Bianchi Spillone azzurro che abbiamo ribattezzato \u201cNastro Azzurro\u201d (riferimenti alla birra puramente casuali\u2026) adatto solo a qualche giro in citt\u00e0. Perci\u00f2 l\u2019inverno \u00e8 trascorso nella sua trasformazione sostituendo le ruote con una anteriore con dinamo al mozzo,una posteriore con rapporti da mountain bike, i manubri a farfalla, i portapacchi pi\u00f9 robusti sia anteriori che posteriori, il cambio, i freni, i copertoni,insomma\u2026 Tutto tranne il telaio!!! E il suo inseparabile amico monoruota,il carrellino!!!<br \/>\nIl mezzo era pronto e noi invece non ci siamo allenati mezzo metro,se non qualche passeggiata per provare ogni volta le novit\u00e0 introdotte nel mezzo.<br \/>\nNel decidere l \u2018itinerario abbiamo subito pensato che, essendo le nostre ferie, dovevamo andare al mare, perci\u00f2 \u00e8 stato naturale pensare a Sardegna e Corsica. Io gi\u00e0 le conoscevo e quindi ho pensato all\u2019 itinerario al lato Est delle due isole perch\u00e9 pi\u00f9 facili come altimetrie da superare.<br \/>\nTandem pronto con borse anteriori, posteriori e carrellino,itinerario deciso,biglietti traghetto comprati! Alla via cos\u00ec!<\/p>\n<p>VIAGGIO 2014<br \/>\nSardegna ( Olbia \u2013 Santa teresa di Gallura)<br \/>\nCorsica (Bonifacio \u2013 Bastia)<br \/>\nContinente (Genova \u2013 Bettola (PC))<\/p>\n<p>Siamo arrivati a Genova accompagnati col camper dai miei genitori,ancora non lo sapevamo ma questa partenza dal camper diventer\u00e0 una tradizione anche negli anni successivi.<br \/>\nCarichiamo tutto,ci prepariamo,si rompe il cavalletto e con un po\u2019 di fatica salutiamo i miei genitori e riusciamo a salire sulla nostra nave. Naturalmente passaggio ponte,si dorme sulle poltrone del bar e trascorre la prima notte. L\u2019alba ci riserva l\u2019inizio di una bella giornata all\u2019arrivo del porto di Olbia. Finalmente si scende, si inizia a pedalare verso il primo bar in centro a Olbia,naturalmente in salita\u2026 Siamo un po\u2019 cotti dalla notte insonne,ma la voglia di iniziare questa avventura \u00e8 tanta, perci\u00f2 un cappuccino una brioche e via.<br \/>\nE\u2019 tutto nuovo per noi. I luoghi,il modo di viaggiare e noi stessi davanti un tipo di esperienza cos\u00ec particolare. Impareremo a conoscere lati di noi che la vita comune non ci aveva rivelato ancora l\u2019uno dell\u2019altra.<\/p>\n<p>GIORNO 1:<br \/>\nFinalmente la vera partenza,ahim\u00e9 in mezzo al traffico del porto lungo la statale che sale a nord.<br \/>\nImparo subito dalle prime ore cosa vuol dire viaggiare con una veterinaria\u2026 Lungo la strada,in un tratto per fortuna non trafficato,una piccola tartaruga rischia la vita cercando di attraversare. In pochi secondi devo fermare il tandem che col carrellino \u00e8 pi\u00f9 lungo di un camion,bloccare il traffico e consentire a Cassandra di scendere per mettere in salvo la testuggine. Ci far\u00e0 compagnia qualche chilometro la piccola tarty( cos\u00ec ribattezzata) la lasceremo al sicuro in un bel pratone che non d\u00e0 accesso alla strada e gli auguriamo ogni bene.<br \/>\nLa rottura del cavalletto ci rende obbligatoriamente non solo piloti,ma anche cavalletti umani del mezzo. Ogni volta che ci fermiamo o troviamo un muro o uno dei due deve rimanere a bordo per tenere il tandem e tutto il suo carico. Il caldo si fa sentire, ma per fortuna il campeggio prescelto non \u00e8 lontano. Dobbiamo arrivare all\u2019Isola dei Gabbiani. Scopriamo che \u00e8 un tratto sempre esposto al vento dove gli sportivi possono dilettarsi nel kite surf o wind surf. Il campeggio \u00e8 bello e sar\u00e0 il pi\u00f9 costoso della storia dei nostri viaggi\u2026 Impariamo subito il primo giorno che possiamo usare il tandem x stendere i panni lavati e usarlo come base per il pannello solare che ci consente di ricaricare i cellulari.<br \/>\nGIORNO 2:<br \/>\nLa Sardegna \u00e8 solo un passaggio e il nostro obiettivo \u00e8 gi\u00e0 prendere il traghetto per la Corsica da Santa Teresa di Gallura a Bonifacio. Perci\u00f2 la nostra strada continua imperterrita verso Nord. Ovviamente questo non ci proibisce di apprezzare la bellezza selvatica della nostra isola. A volte non sembra neanche di essere in Italia tanto che i panorami sono selvaggi e alcuni passaggi sono completamente in solitaria. Tant\u2019\u00e8 che ancora non conosciamo la calamit\u00e0 del nostro mezzo. Lo scopriremo solo nei giorni a venire.<br \/>\nSul traghetto per Bonifacio possiamo godere dell\u2019ultima Ichnusa che nei giorni in Corsica verr\u00e0 degnamente sostituita dalla Birra Pietra.<br \/>\nMa soprattutto possiamo godere di un lato del panorama che negli anni precedenti in cui sono stato non avevo notato. La costa alta che ti d\u00e0 l\u2019impressione di attraccare sulle spiagge di Dover, in Gran Bretagna, e non in Corsica. Sbarchiamo e ci attende la prima sfida,nonch\u00e9 il primo tifo.<br \/>\nDavanti a noi una salita di 300 metri con una pendenza media vicina al 17\/18% con una coda di veicoli impressionante. La gente ci vede scendere dal traghetto carico di borse e carrello e gi\u00e0 se la ride. Io e Cassandra siamo alla nostra prima vera prova fisica, ci chiediamo se provarci o meno, ancora non conosciamo le nostre potenzialit\u00e0 e diamo per scontato che a met\u00e0 salita dovremo fermarci e proseguire spingendo. Gli chiedo di provarci ugualmente,allora marcia agile e via! Pian Piano saliamo e abbiamo il primo contatto con la Francia e i Francesi che ridendo ci urlano: Ale! Vel\u00f2! Ale!\u201d faremo nostro questo motto in futuro. Tanto da ripetercelo quasi alla nausea davanti ogni sfida a bordo dei nostri tandem.<br \/>\nStiamo respirando tanto di quello smog che veicoliamo direttamente nei polmoni completamente aperti dallo sforzo. Cassandra inizia a tossire quando ormai non manca molto alla cima,ma non molla. Arriviamo finalmente a scollinare soddisfatti e inquinati\u2026 direzione campeggio!<br \/>\nMontata la tenda,fatto amicizia coi gatti del campeggio che vengono viziati da noi turisti,doccia e cena,ci concediamo la prima passeggiata nella bellissima citt\u00e0 di Bonifacio,la sua bellezza ci conquista,sono gi\u00e0 due giorni che pedaliamo, decidiamo di fermarci qui per due notti. Domani riposo in una delle bellissime spiagge vicine a Bonifacio e visita della citt\u00e0 con pi\u00f9 calma.<br \/>\nGIORNO 3:<br \/>\nNon si pu\u00f2 non visitare Bonifacio.<br \/>\nE\u2019 stupenda.<br \/>\nA partire dal suo porto con le imbarcazioni milionarie, fino alla sua cima controllata dal suo castello millenario. E\u2019 stato magico vedere il tramonto dalle vecchie mura della fortificazione. Ma ancor pi\u00f9 bello visitare i negozi ricavati dalle grotte lungo il porto. Specie quello con barili pieni di caramelle!! Da volar via! Quel sacchetto di giuggiole ci accompagner\u00e0 per tutto il viaggio.<br \/>\nGIORNO 4:<br \/>\nLa giornata precedente ci ha fatto provare il gusto delle ferie:mare e relax. Ora che abbiamo caricato nuovamente il tandem siamo carichi per scoprire nuovi luoghi. La prossima destinazione \u00e8 un\u2019altra grande citt\u00e0 della Corsica. Io gi\u00e0 la amo particolarmente,anche Cassandra ne scoprir\u00e0 la sua bellezza a breve. Portovecchio stiamo arrivando!<br \/>\nLa strada non \u00e8 difficile,sono dei dolci Sali e scendi in queste lingue di asfalto dritte e lunghe,a volte pare di essere in un film americano. Le auto gentili si spostano sempre e non ci passano mai vicini,ogni tanto ci spaventano quando suonano il clacson semplicemente per salutarci e noi non ce lo aspettiamo. I panorami sono fantastici e ci invitano a lasciar perdere la bici e a tuffarci subito in quell\u2019acqua cristallina che in una giornata cos\u00ec calda pare essere freschissima e rigenerante.<br \/>\nNonostante le tentazioni,facciamo i bravi e arriviamo a Portovecchio, troviamo un campeggio alle porte del paese,bello in ombra e pianeggiante.<br \/>\nPer ogni nostro viaggio abbiamo sempre impostato l\u2019idea di non impazzire a cercare di superare record sportivi o personali. Siamo in ferie e lo stress deve stare lontano, perci\u00f2 le nostre tappe non sono mai pi\u00f9 lunghe di una cinquantina di chilometri e quei chilometri ci mettiamo anche l\u2019intera giornata a percorrerli. Questo ci permette di godere davvero del territorio e di conoscere le persone che ci salutano quando ci fermiamo da qualche parte. Non sono dello stesso avviso i primi ciclo viaggiatori che incontriamo al campeggio e con cui scambiamo quattro chiacchere. Italiani. Sono partiti sei giorni prima e hanno stabilito che in 7 giorni dovevano completare l\u2019anello attorno all\u2019isola per poi prendere il traghetto che li riporter\u00e0 in Italia. Giornalmente hanno fatto pi\u00f9 di 200 km e alla nostra domanda \u201ccos\u2019hanno visto della Corsica?\u201d,sono quasi obbligati a essere onesti e risponderci: Niente\u2026 tanto era la loro fretta di superare questo loro record che hanno solo pedalato e si sono scordati di viaggiare e quindi\u2026di vivere.. Ne incontreremo tanti altri di \u201cpseudo cicloviagiatori\u201d (cosi li definiamo perche non possiamo considerarli viaggiatori,poich\u00e9 per noi il viaggiatore cerca di integrarsi con ci\u00f2 che sta vivendo, ne carpisce come un ladro tradizioni, abitudini, gestualit\u00e0. Diventa parte del panorama per un determinato momento storico. Non attraversa velocemente lo spazio senza lasciare il segno).<br \/>\nSiamo stanchi,prepariamo la cena,doccia,due passi attorno al campeggio,ma rimandiamo al giorno dopo la visita della citt\u00e0. Anche in questo caso decidiamo di rimanere fermi un giorno.<br \/>\nGIORNO 5 :<br \/>\nVisitiamo una delle spiagge tanto consigliate dai locali,in realt\u00e0 sono tutte stupende. Ma in questo giorno particolare mi preme raccontare il ricordo di un esperienza che ci ha fatto perdere un ora di tempo. Come scritto prima,Cassandra non dimentica mai di essere una veterinaria e la Corsica ci riserva una brutta abitudine e una cattiva gestione. Scopriamo a nostre spese che non esistono canili e si trovano lungo la strada tantissimi cani abbandonati a loro stessi. Nell\u2019andare verso la spiaggia ne troviamo uno in difficolt\u00e0. Ci fermiamo,non abbiamo attrezzatura per aiutarlo se non acqua. Mentre Cassandra si adopera per capire cosa poter fare, io inizio a chiamare i numeri di emergenza e col mio stentato inglese vengo rimbalzato dalla Gendarmeria, alla polizia locale, fino alla guardia costiera dove finalmente mi spiegano che non esistono servizi di recupero cani e che \u00e8 prassi che i cani vengano lasciati al loro destino.<br \/>\nCassandra \u00e8 in lacrime,non vuole abbandonare il cane e io non so cosa fare,il tandem non pu\u00f2 portare il peso di un cane di taglia cos\u00ec grande. Ma siamo fortunati. Pensavamo di essere in un tratto deserto,invece scorgo il cancello di una casa. Mi avvicino e trovo dei bambini giocare,la pi\u00f9 grande si avvicina,riconosce il cane e ci spiega essere di un \u201cvicino\u201d (non proprio cos\u00ec vicino,comunque persona che loro conoscono) e se ne prende carico.<br \/>\nCassandra finalmente si rilassa e possiamo tornare a noi. Questa notizia comunque ci lascia scossi e perplessi,non riusciamo a immaginare che un paese civile permetta che i cani vengano lasciati a loro stessi\u2026<br \/>\nMa non \u00e8 finita questa giornata di strani episodi.<br \/>\nDopo un po\u2019 di relax in spiaggia,decidiamo di rientrare per una doccia e andare a visitare la citt\u00e0. Mentre siamo ancora in bagno,il gestore del campeggio ci raggiunge intimandoci di usare la RACLETTE \u201cASSOLUTAMENTE\u201d , intende invitarci a pulire dall\u2019acqua in eccesso il piano delle docce. Rimaniamo sbigottiti perch\u00e9, in primis, era gi\u00e0 nostra intenzione dato ch\u00e9 di certo non avremmo lasciato sporco,ma soprattutto non accettiamo lezioni di igiene da gente che non ha neanche il bidet!!! (Naturalmente scherziamo,ma l\u2019episodio ci fa sempre sorridere al suo ricordo per come i fatti si sono svolti)<br \/>\nFinalmente andiamo in citt\u00e0,stasera ci viziamo! Aperitivo e cena in un ristorantino. Mentre ci dirigiamo in paese passa sopra le nostre teste una formazione di 8 CanadAir. Vi \u00e8 un incendio nei boschi tra la spiaggia e il campeggio e ora che lo vediamo dall\u2019alto della citt\u00e0 ci intimorisce,ma fortunatamente l\u2019attivit\u00e0 degli aerei risolve la situazione in poco tempo.<br \/>\nPortovecchio \u00e8 semplicemente magica. Non si pu\u00f2 non godersi uno dei ristorantini in una delle belle piazzette o ancor meglio se su una delle terrazze affacciate verso il mare.<br \/>\nVe ne innamorerete.<br \/>\nGIORNO 6:<br \/>\nOggi fa davvero caldo e la strada non presenta paesi dove poterci rifocillare adeguatamente. Attraversiamo un paese in cui era segnalato un campeggio,ma \u00e8 andato distrutto in un incendio dell\u2019anno passato. Dobbiamo proseguire e all\u2019ora di pranzo troviamo fortunatamente un chiosco lungo la strada, non abbiamo potuto ritirare al bancomat e abbiamo pochi contanti,ma fortunatamente, Cassandra ha con se dei buoni pasto che la commessa accetta senza problemi. Ne approfittiamo e abbondiamo col pranzo. Primo,secondo,dolce,caffe e birra a volont\u00e0. Ci riposeremo all\u2019ombra di quel chiosco per quasi due ore pur di far passare le ore pi\u00f9 calde prima di ripartire.<br \/>\nMentre riprepariamo il tandem mi capita tra le mani il blocchetto dei buoni e leggo per caso la scritta: VALIDO SOLO IN ITALIA\u2026 Lo faccio vedere a Cassie che impietrisce.. non sappiamo cosa fare\u2026vorremmo dirlo alla commessa,ma non abbiamo i soldi contanti per ripagare tutta la roba presa e il chiosco non ha il bancomat\u2026 Metto via il blocchetto\u2026saluto la commessa e gli altri clienti..Cassie sale titubante e lasciamo alle spalle il problema\u2026 magari la loro banca li accetter\u00e0 ugualmente penso\u2026 (\u2026ma nella realt\u00e0 praticamente scappiamo come ladri\u2026)<br \/>\nRaggiungiamo un paesino sperduto dove troviamo,fuori dal paese, un piccolo campeggio che sembra gestito da ragazzini,i figli dei gestori,ma gli adulti non li vedremo mai. La pi\u00f9 grande si giustifica asserendo che i genitori sono al funerale della nonna. Vogliamo crederle,montiamo la tenda,riscendiamo verso il paese e mentre Cassandra si rilassa un po\u2019 in spiaggia, io vado a fare un po\u2019 di spesa in uno sgangherato market che praticamente non ha nulla.<br \/>\nNon riesco a rilassarmi e l\u2019idea di sdraiarmi al sole mi nausea,oggi ho preso davvero tanto caldo. Anche Cassandra non \u00e8 in formissima e nella notte capiremo di aver preso un bel colpo di sole. Cassandra riesce un po\u2019 a riposare se non fosse che la disturbo io che ho la febbre alta e gli incubi. Sudo,ma sento freddo. Quasi deliro. Finalmente arriva il mattino,mi alzo e vado a fare una doccia,sono fradicio di sudore. Riprepariamo tutto,io non me la sento di pedalare,ma l\u2019idea di stare un altro giorno in un paese cos\u00ec vuoto mi nausea ancor di pi\u00f9. Cassandra mi incoraggia,mi aiuta. Facciamo colazione. Carichiamo il tandem e ci proviamo.<br \/>\nGIORNO 7<br \/>\nLa giornata \u00e8 meno calda della precedente,dopo i primi chilometri mi rimetto in sesto,solo un po\u2019 di mal di testa,ma il peggio sembra esser passato.<br \/>\nCi fermiamo in un supermarket e Cassy nella spesa infila un piccolo regalino per me. Uno snack da frigor della Kinder,non possiamo non goderne subito dei benefici del cioccolato e del refrigerio.<br \/>\nProseguiamo e arriviamo in questa cittadina molto viva,anche se non ha niente di particolarmente affascinante,ma ha tutti i servizi e alle sue porte troviamo, quasi per caso, uno strano campeggio.<br \/>\nSiamo a Prunette. Il campeggio non \u00e8 segnalato da nessuna parte. L\u2019octopus si chiama (o qualcosa del genere) vi troviamo solo tedeschi\u2026,ma i servizi sono belli ed \u00e8 tutto in ombra. Un po\u2019 particolare.. ci danno il benvenuto grandi totem indiani di legno e un grasso border collie che si affeziona a noi e ci far\u00e0 compagnia nei giorni successivi. Il gestore \u00e8 un tipo particolare che se non \u00e8 in direzione lo si trova o a fare kite surf lungo la spiaggia del campeggio o a girare in bicicletta.<br \/>\nIl posto \u00e8 strano ma ce ne innamoriamo,tant\u2019\u00e8 che decidiamo di starci due notti.<br \/>\nVi \u00e8 un locale non pi\u00f9 in uso che faceva da bar e vi sono ancora le librerie fornite di libri lasciati dagli ospiti precedenti. Quell\u2019angolo sar\u00e0 nostro per il tempo che rimarremo in quel campeggio e ci far\u00e0 da casa. Mai ci siamo sentiti tanto a casa come in quei giorni. Ci fa sorridere, mentre prepariamo la cena,trovare una lavagna con disegnato l\u2019orso Bal\u00f9 che si fuma una canna\u2026<br \/>\nLeggiamo uno dei libri,una favola per bambini,in dialetto corso che \u00e8 simili al sardo,quindi vicino all\u2019Italiano. Tutti gli altri libri,inutile dirlo..sono in tedesco\u2026<br \/>\nGIORNO 8:<br \/>\nScopriamo una cosa fighissima la mattina. Verso le 8 arriva un furgoncino bianco che inizia a suonare il clacson. Gli ospiti del campeggio si mettono tutti in fila,vado a vedere e scopro che \u00e8 il fornaio che porta pane e brioche appena sfornate! Oddio! Impazzisco e compro 4 brioche al cioccolato e una baguette che metto rigorosamente sotto l\u2019ascella!<br \/>\nMeritato riposo sulla spiaggia di Prunette. La giornata non \u00e8 molto bella e le onde sono alte. Tanto che durante un tuffo in acqua Cassandra viene sbalzata, senza danni, in mezzo alla spiaggia da una delle onde pi\u00f9 alte. Dopo la nostra cena nel nostro angoletto e in compagnia del buon border collie andiamo a fare due passi in spiaggia,all\u2019andata vi sono 3 ragazzini che parlano, vi passiamo avanti senza dare importanza alla loro presenza,nel tornare colpisco un oggetto,mi abbasso e trovo 3 birre Pietra nuove e integre. Guardo Cassandra e ci diciamo che probabilmente le avran dimenticate nella giornata odierna. Le facciamo nostre,ma dopo pochi passi sentiamo alle nostre spalle tornare i 3 ragazzi di prima che erano andati a fare un bagno di mezzanotte e sentiamo che stanno cercando le birre che abbiamo in mano noi\u2026come Lupin e Fushiko quatti quatti ci allontaniamo stando attenti a non far suonare le bottiglie tra di loro e rientriamo alla tenda ridendo\u2026 per la seconda volta durante queste vacanze ci riscopriamo criminali senza piet\u00e0! Le birre sono nostre ora! E le gustiamo anche se a temperatura ambiente, il loro gusto per come le abbiamo ottenute le rende le migliori birre mai bevute al mondo!<br \/>\nGIORNO 9 e 10:<br \/>\nIl viaggio ha fatto il suo giro di boa e ci sta portando verso il suo termine.<br \/>\nLasciamo questo campeggio che ha conquistato il nostro cuore e ci dirigiamo verso Bastia.<br \/>\nLa strada \u00e8 quasi tutta in pianura,sono solo un po\u2019 di chilometri in pi\u00f9 rispetto la media,ma niente di impossibile.<br \/>\nPoco prima di entrare in una delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 della Corsica ci fermiamo in un bar dove ci raggiunge un cicloturista tedesco. Un altro malato dell\u2019idea di dover fare migliaia di chilometri. Ha salutato moglie e figli il mese prima ed \u00e8 partito da casa sua per attraversare mezza Italia e la Corsica in solitaria. Ora va verso il rientro dopo aver percorso pi\u00f9 di 5000 km. Cos\u2019ha visto? Sprazzi di panorami,niente pi\u00f9. Non sapeva,dopo settimane,neanche quale fosse la birra locale\u2026<br \/>\nBastia ha un lato moderno e un lato storico,dobbiamo attraversarla da sud a nord per raggiungere l\u2019unico campeggio disponibile. Li conosceremo Serena e Davide,italiani che vivono a Parigi,purtroppo il futuro ci riserver\u00e0 il ricontattarli pi\u00f9 volte per sapere come stanno dopo i diversi attentati subiti nella capitale francese (per fortuna ogni volta senza che loro ne avessero subito danno)<br \/>\nIl centro storico \u00e8 stupendo e la citt\u00e0 \u00e8 davvero multietnica.<br \/>\nVi passeremo due notti,poich\u00e9 siamo in anticipo di due giorni rispetto il traghetto prenotato. Ma questo riposo,ancora non lo sapevamo,sar\u00e0 pi\u00f9 che utile per quello che ci aspetter\u00e0 a conclusione del nostro viaggio.<br \/>\nGIORNO 11:<br \/>\nIl traghetto di rientro sembra non arrivare mai a Genova e quando finalmente arriviamo \u00e8 gi\u00e0 sera.<br \/>\nIn citt\u00e0 non vi sono campeggi e non troviamo aree idonee che consideriamo comode e sicure per pernottare con la tenda. Non abbiamo molti soldi,non possiamo permetterci un albergo. Nel nostro girovagare intanto prendiamo la strada che il giorno dopo ci porter\u00e0 verso casa e nell\u2019uscire dalla citt\u00e0 incontriamo un punto che attira la nostra attenzione. Sono gi\u00e0 le 20 quindi dobbiamo fare un tentativo. Entriamo nel cancello e bussiamo a una porta.<br \/>\nCi aprono i gestori e i volontari del Rifugio Sherwood,\u00e8 un canile gestito privatamente da Marcella Rossi e i suoi soci. Gli spieghiamo il nostro problema,all\u2019inizio non sembrano convinti di fidarsi a lasciarci coi cani,poi ci squadrano meglio e decidono di lasciarci montare la tenda all\u2019ingresso del rifugio.<br \/>\nPasseremo la notte tra gli abbai degli ospiti a 4 zampe del rifugio,ma almeno siamo al sicuro.<br \/>\nGIORNO 12 (Il giorno pi\u00f9 speciale del nostro viaggio e dei nostri ricordi):<br \/>\nCi svegliamo presto per ripreparare tutte le borse,secondo i nostri calcoli dovrebbe essere il penultimo giorno di vagabondaggio. Alle 9 verr\u00e0 ad aprirci il cancello Marcella. Quando arriva perderemo quasi un ora a vedere il canile,conoscere i loro ospiti,ascoltare la loro storia e finalmente confessare che hanno ospitato un poliziotto e una veterinaria. Marcella e i volontari sono gentilissimi,salutiamo loro e gli amici pelosi e finalmente partiamo. Per fortuna siamo gi\u00e0 sulla statale 45. Dovremo seguirla tutta per tornare a casa.<br \/>\nLa salita \u00e8 lunga e costante,mai un momento di pace per molti chilometri,viviamo un paio di momenti di panico quando ci tocca attraversare due gallerie piuttosto lunghe senza illuminazione,se non quella fatta dai nostri faretti. Acceleriamo per toglierci da quella situazione pericolosa il prima possibile. Arriviamo ad Ottone, gi\u00e0 in provincia di Piacenza, prima del previsto e all\u2019ora di pranzo. Decidiamo di dar fondo alla nostra cucina e facciamo fuori wurstel e pure. Pranzo ideale visto il cielo coperto e il fatto che siamo in un paesino di montagna. Come finiamo di pranzare viene gi\u00f9 un acquazzone che evitiamo chiudendoci in un bar per una buona oretta.<br \/>\nConfrontandoci decidiamo che \u00e8 inutile pensare di rimanere fuori un&#8217;altra notte perci\u00f2 avvisiamo i nostri parenti dell\u2019arrivo anticipato. Decidiamo di dirottare verso Bettola dove ci aspettano amici e parenti di Cassandra.<br \/>\nNel decidere la strada,valutando gli sforzi gi\u00e0 fatti dalla mattina,decidiamo di non affrontare una nuova salita,ma di scendere verso la pianura,superare Bobbio,arrivare a Rivergaro,raggiungere Niviano,girare per Grazzano Visconti per immetterci nella statale che ci porter\u00e0 a Bettola. Allungheremo tantissimo la strada,ma eviteremo di fare altri passi di montagna.<br \/>\nPassato il temporale partiamo decisi,raggiungiamo Bobbio velocemente,foto di rito e ripartiamo.<br \/>\nA Rivergaro ci aspetta Luca,uno zio di Cassandra che ci \u00e8 venuto incontro in moto. Ci fermiamo con lui dall\u2019anguraio del paese,ci rifocilliamo e ripartiamo dato che ormai siamo al tramonto.<br \/>\nArriviamo a Grazzano e sono io che accuso la stanchezza pi\u00f9 di Cassandra (e pensare che quello pi\u00f9 allenato dovrei essere io tra i due) ormai \u00e8 buio,accendiamo dinamo faretti e mettiamo vestiti chiari addosso.<br \/>\nArriveremo a Bettola alle 21,accolti da un inaspettato gruppo di sostenitori che al nostro arrivo ci aprir\u00e0 addosso bottiglie di spumante.<br \/>\nUn arrivo da eroi che, inaspettatamente, hanno percorso in un giorno solo 130 km! Per noi un record in quell\u2019anno!<br \/>\nDopo i saluti di rito finalmente ci aspettavano il meritato premio\u2026 Bistecca,birra e \u2026 un comodo letto!<\/p>\n<p>Cos\u00ec si \u00e8 concluso il nostro primo viaggio in tandem.<br \/>\nAncora non sapevamo sin dove ci avrebbe portato il nostro fantastico mezzo.<br \/>\nAncora non eravamo: il tandem volante<br \/>\nMa stavamo iniziando a capire che vi erano tutti i presupposti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io e Cassandra ci siamo conosciuti nell\u2019estate del 2013,quindi le nostre prime vere ferie assieme sono arrivate l\u2019anno dopo. In tutto questo tempo nella nostra vita \u00e8 entrato il primo tandem, un Bianchi Spillone azzurro che abbiamo ribattezzato \u201cNastro Azzurro\u201d (riferimenti alla birra puramente casuali\u2026) adatto solo a qualche giro in citt\u00e0. Perci\u00f2 l\u2019inverno \u00e8 &hellip; <a href=\"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/il-nostro-primo-viaggio-sardegna-e-corsica-2014\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il nostro primo viaggio : SARDEGNA e CORSICA 2014&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-34","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35,"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34\/revisions\/35"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/longaterra.net\/iltandemvolante\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}